porto turistico green genova

Futuri Marittimi Sostenibili: verso un porto turistico green

Mercoledì 26 novembre, a Palazzo Imperiale, a pochi minuti dal nostro porto turistico di Genova, si è tenuto un importante incontro tra ingegneria, industria e infrastrutture della nautica: l’evento ‘Futuri Marittimi Sostenibili’ è stato infatti un’occasione per approfondire le nuove frontiere in campo energetico per il settore dello yachting e del trasporto dei passeggeri, con interessanti spunti per il porto turistico green di domani.

Il convegno ha visto gli interventi di rappresentanti di realtà centrali nel mondo della nautica, quali Vulkan Italia, Ranieri Tonissi, Newcleo, Guardia Costiera, Rina, ENI e Assomarinas. A rappresentare l’Associazione Italiana dei Porti Turistici all’incontro è stato Andrea Barbagelata, vicepresidente di Assomarinas e presidente di Marina Porto Antico, che nella sua relazione ha illustrato l’approccio di Assomarinas al tema, che coincide con la filosofia del nostro marina di Genova.

La sfida della transizione energetica per la nautica e i porti turistici

Più volte nel blog del nostro porticciolo turistico di Genova abbiamo sottolineato l’esigenza di una svolta green della nautica di diporto, portando parallelamente alla luce le difficoltà ineliminabili di questo percorso. In occasione del convegno a Palazzo Imperiale, Andrea Barbagelata ha ricordato come siano diversi i vettori energetici che possono risultare preziosi per la transizione energetica della nautica: si spazia infatti dai motori elettrici alle cellule a combustibile, per arrivare fino alle soluzioni basate sull’e-metanolo. Ogni singola strada che un porto turistico green desideri seguire presenta però delle criticità.

Sono noti gli ostacoli sulla via dell’elettrificazione delle imbarcazioni, rappresentati in primis dall’autonomia limitata, dal peso importante delle batterie e dai lunghi tempi di ricarica; anche le altre opzioni portano però con sé inconvenienti non trascurabili, dagli alti costi per mettere in campo un’infrastruttura di rifornimento per l’idrogeno alla ridotta densità energetica del metanolo.

L’infrastruttura per un porto turistico green

Ricordati i principali vettori energetici per la nautica, la relazione di Barbagelata è proseguita indicando le infrastrutture necessarie per il porto turistico green che punti a sfruttare le alternative più sostenibili. Si parte dal necessario potenziamento della rete per rispondere alle esigenze delle imbarcazioni spinte da motori elettrici, così da consentire la ricarica simultanea di più unità: si parla nel concreto di un aumento sostanziale della capacità di prelievo dalla rete elettrica, dell’installazione di colonnine di ricarica ad alta potenza progettate per l’ambiente marino, nonché dell’installazione di sistemi di accumulo, per integrare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. E se l’infrastruttura per la ricarica delle imbarcazioni elettriche è nota, quella necessaria per l’idrogeno è nuova ai più.

Un porto turistico green che volesse offrire anche questa opportunità ai diportisti dovrebbe infatti scegliere tra la produzione in loco dell’idrogeno (installando dunque elettrolizzatori e stazioni di stoccaggio) e il rifornimento (che richiederebbe invece delle stazioni di bunkeraggio). Sarebbero invece minori le complessità per il metanolo, con la possibilità di convertire i già presenti sistemi di distribuzione e i serbatoi per il diesel.

L’attività di Assomarinas

Come sottolineato dal presidente di Marina Porto Antico durante il convegno ‘Futuri Marittimi Sostenibili’, Assomarinas sta giocando un ruolo proattivo nel guidare le marine e i porti turistici italiani verso l’adozione di nuove tecnologie a ridotto impatto ambientale. Nello specifico, per supportare il porto turistico green, l’associazione ha stretto collaborazioni sinergiche con diverse realtà, tra le quali Nat Power per le reti di rifornimento di idrogeno, Aqua Superpower per le colonnine di ricarica rapida ad alta potenza e Sanlorenzo per le procedure operative di sicurezza per l’imbarco del metanolo.

Non va inoltre trascurata la collaborazione con ICOMIA (International Council of Marine Industry Associations) per promuovere la distribuzione del carburante biodiesel HVO (olio vegetale idrotrattato), che può essere impiegato senza alcuna modifica necessaria nei motori diesel esistenti. Assomarinas ha dunque poggiato le basi per il porto turistico green di domani, individuando le tecnologie più promettenti e i partner più in linea con le esigenze dei marina.

Verso un porto turistico più sostenibile

La relazione di Barbagelata si è chiusa sui passaggi chiave della trasformazione strategica di un porto turistico green, che deve approcciarsi al domani in modo olistico e integrato: si parla infatti dell’attenta pianificazione degli spazi da destinare alle nuove infrastrutture energetiche, della produzione di energia da fonti rinnovabili e dei necessari step nei campi della sicurezza e della formazione.

Il cammino che il porto turistico green deve affrontare non è né breve, né semplice. Non ci sono però dubbi nell’affermare che la meta da raggiungere è quella di un marina a ridotto impatto ambientale, per ospitare tra i propri posti barca delle imbarcazioni più rispettose dell’ambiente, dalle unità della piccola nautica per arrivare ai superyacht.

Lo stesso Marina Porto Antico è al lavoro per rendere più sostenibile la propria infrastruttura, partendo da delle basi promettenti: pensiamo per esempio all’ampia infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici nel parcheggio di riferimento del porto, in pieno centro storico di Genova e a due passi dal posto barca; o alle colonnine di erogazione di servizi in banchina di ultima generazione, che ci consentono di proporre ai diportisti una tariffazione a consumo molto precisa, cosa che ha portato a un’importante responsabilizzazione da parte dei diportisti. Tra i nostri posti barca, quindi, gli sprechi di energia e di acqua dolce sono ridotti al minimo.

I lavori per migliorare il nostro marina e renderlo un porto turistico green non si fermano però qui: in programma ci sono diversi altri interventi tesi a ridurre in modo considerevole l’impatto ambientale del marina di Genova, nella consapevolezza che i diportisti stessi vogliono difendere la magnifica natura italiana e mediterranea.

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