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Recupero e traino in mare: come tornare al porto di Genova

Hai staccato i cavi dalle colonnine intelligenti presenti nelle banchine del nostro marina di Genova, hai controllato il livello del carburante, hai dato un’occhiata al meteo: tutto è pronto per mollare gli ormeggi e lasciare il nostro porticciolo. Forse hai iniziato una lunga crociera nel Mediterraneo, o forse, più semplicemente, hai in programma una capatina a San Fruttuoso, oppure a Portofino. Senonché, dopo aver lasciato il tuo posto barca a Genova, il tuo motore inizia a fare i capricci, per abbandonarti del tutto poco dopo. Che cosa fare in una situazione di questo tipo? Per prima cosa, è fondamentale mantenere la calma, sapendo che un motore fuori uso non mette di per sè la barca in pericolo Sarà quindi bene assicurarsi che la propria posizione sia sicura, ed eventualmente – valutando posizione, fondale e condizioni meteo – gettare l’ancora. Nel caso in cui ci si dovesse trovare in una zona di passaggio sarà bene avere la certezza di segnalare in modo efficace la propria presenza, così da far capire alle altre barche che ci si trova fermi e in difficoltà; in questo caso è senz’altro consigliabile, inoltre, far indossare a tutte le persone a bordo i giubbotti di salvataggio, per aumentare al massimo la sicurezza. A questo punto è necessario attivarsi per tornare al porto di Genova: come funziona la procedura di traino in mare? Chi è necessario chiamare, e chi può effettuare questo servizio?

Prevenire e farsi trovare pronti

Ovviamente nessun diportista vorrebbe trovarsi nella situazione di dover richiedere un traino in mare; del resto, nessuno di noi, quando lascia il posto barca nel porto turistico, immagina di poter andare incontro a sventure di questo tipo. Sta però ai naviganti fare tutto il possibile affinché niente di tutto questo accada: gli incidenti si evitano navigando attentamente e in modo prudente, rispettando le regole del mare; le avarie si scongiurano invece con una buona manutenzione della barca, in ogni sua parte.

Senza dubbio la maggior parte dei diportisti che contattano i servizi di traino in mare hanno criticità a livello del motore, che potrebbe avere problemi, per esempio, per via di ostruzioni a livello di filtri, per degli iniettori sporchi, per delle connessioni corrose, per delle perdite di fluidi, e via dicendo. In tutti questi casi la prevenzione fa la parte del leone, in prima persona oppure con l’intervento di un professionista: chi ormeggia nel nostro marina di Genova può in tal senso approfittare della prossimità di tante officine nautiche pronte a prendersi cura di natanti, imbarcazioni e superyacht, per ridurre al minimo le possibilità di ritrovarsi fermi in mezzo al mare.

Ma chi è necessario chiamare per il servizio di traino in mare, per tornare quindi quanto prima al proprio posto barca a Genova?

In caso di pericolo: la Guardia Costiera

Nella maggior parte dei casi chi si trova immobilizzato in mezzo al mare, esposto magari al passaggio di grandi navi, oppure con meteo cattivo in arrivo, o ancora, pericolosamente vicino a degli scogli, farà bene a contattare la Guardia Costiera. Ciò sapendo che, ovviamente, il servizio di traino in mare non ricade tra i suoi compiti: la Guardia Costiera si attiva infatti direttamente solamente nel caso in cui le vite delle persone a bordo della barca siano effettivamente in pericolo. Non ci si dovrà quindi stupire se la Capitaneria di riferimento, ancor prima di domandare cosa è successo effettivamente alla barca, domanderà se tutte le persone a bordo stanno bene e se sono al sicuro, per compiere quindi il primo e fondamentale compito dell’ente.

In caso di pericolo, la Guardia Costiera (o meglio, la capitaneria di porto, che è molto vicina al nostro marina di Genova) si metterà in moto rapidamente per far arrivare i soccorritori nella posizione esatta della barca. E se invece non ci fosse nessun pericolo imminente? La Guardia Costiera può comunque essere preziosa, diventando un intermediario rapido tra il diportista che si trova bloccato in mare e i professionisti specializzati nel traino in mare. Ecco che allora, senza dover per forza cercare attivamente un rimorchiatore, si potrà approfittare delle connessioni della Capitaneria di Genova, che a tal fine farà una corposa lista di domande relative al tipo di barca, alle dimensioni, al peso e via dicendo: in questo modo sarà possibile contattare un rimorchiatore adatto e attrezzato nel modo giusto. Va da sé che un servizio di questo tipo, pur essendo intermediato dapprima dalla Guardia Costiera, sarà a pagamento, spesso con cifre molto importanti. Non è quindi da escludere, nel caso in cui non ci sia emergenza alcuna, di affrontare la situazione in modo diverso.

Contattare direttamente qualcuno per il traino in mare

Ipotizziamo che, pur avendo a che fare con un’avaria dopo aver lasciato il tuo posto di barca a Genova, tu sia certo di non essere esposto a nessun pericolo imminente: se la situazione lo permette è ovviamente possibile evitare la chiamata alla Capitaneria di Porto, contattando invece direttamente chi potrà offrire il servizio di traino. Qui le opzioni possono essere diverse. Chi frequenta abitualmente il nostro marina di Genova potrebbe per esempio conoscere un professionista che offre il servizio di rimorchio, così da saltare qualsiasi intermediario; tra i diportisti che ormeggiano nei nostri posti barca, inoltre, diversi hanno stipulato un abbonamento con delle compagnie (sul mercato due di particolarmente conosciute) che offrono dei servizi di assistenza in mare, così da avere il traino “gratuito” della barca in caso di bisogno.

Occhio: queste non sono le uniche opzioni! Si dà il caso che, in assenza totale di pericoli, e per brevi tratte, il traino della barca in avaria può essere effettuato anche da un’imbarcazione amica (tendenzialmente più grande), come potrebbe essere il vicino di banchina a Marina Porto Antico. L’importante è procedere in piena sicurezza, verificando la tenuta dei ganci di traino e la resistenza delle cime, per poi procedere a velocità ridotta.

Come si diceva, l’importante è mantenere il sangue freddo, così da poter valutare oggettivamente la situazione e prendere poi la decisione migliore per tornare in porto, ricordandosi che la priorità deve sempre essere quella di tutelare la salute di chi è sulla nostra barca e di chi si trova a navigare nelle vicinanze.

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