Ormeggiare con il joystick

Ormeggiare con il joystick: il posto barca a portata di dito

A ben guardare lo sviluppo della nautica da diporto degli ultimi anni è stato assolutamente coerente, con il progresso tecnologico delle barche che si è sviluppato seguendo le esigenze delle nuove imbarcazioni e, parallelamente, degli armatori contemporanei. Per questo non ci stupisce affatto vedere sempre più diportisti che, nei posti barca del nostro porto turistico di Genova, sono ormai abituati a ormeggiare con il joystick. E no, non parliamo solamente delle barche più grandi. Qui, non distante dagli ormeggi per superyacht, ormeggiano ogni giorno anche unità di dimensioni più contenute, e un numero crescente vanta un joystick per facilitare le manovre negli spazi di marine e porti. Sono principalmente tre, a nostro vedere, le ragioni che hanno reso questi controller così diffusi: prima di tutto l’ovvia evoluzione tecnologica della nautica da diporto, che segue e cavalca la digitalizzazione; in secondo luogo, la progressiva crescita delle dimensioni degli scafi, che negli ultimi decenni sono diventati mediamente più lunghi e più larghi, rendendo per l’appunto le manovre di ormeggio più delicate; infine, il sempre minor tempo speso dagli armatori al timone, per via dell’utilizzo frammentato della barca – non si fanno più le lunghe vacanze di una volta – e la riduzione del tempo trascorso complessivamente in navigazione. Anche da qui la volontà di avere qualche aiutino in più dalla tecnologia, per arrivare in porto senza stress. Ma cosa vuol dire nel concreto ormeggiare con il joystick? Su quali barche questo controller può essere montato, e quali sono i concreti vantaggi?

Breve storia del joystick in barca

Ormeggiare con il joystick una barca da diporto, fino ai primissimi anni 2000, era pura fantasia. Quelle leve di comando altro non erano che controller per videogiochi, e poco più. Qualcuno però, nel mondo dell’industria nautica, stava già pensando a introdurre queste piccole cloche nel diporto, partendo da Volvo Penta e da Cummins: possiamo però affermare che la commercializzazione vera e propria dei joystick per ormeggiare le nostre barche è iniziata intorno al 2010, spinta soprattutto da Mercury e da Yamaha. Oggi, per dire, tutti i più grandi produttori di motori fuoribordo presentano l’opzione della guida con controller, in particolar modo per i propulsori più grandi.

All’inizio il joystick fu dunque introdotto sugli IPS, sui pod drive e ovviamente sui fuoribordo, e più nello specifico sulle motorizzazioni doppie e triple. E questo ha permesso una piccola ma grande rivoluzione: se infatti i due, tre o quattro motori a poppa di una barca sono abitualmente vincolati da un’unica barra, che ne vincola i movimenti, con un controller digitale è possibile invece azionare singolarmente e in modo diverso ogni propulsore. Ecco che allora diventa possibile impostare diversi angoli di brandeggio, imprimere più o meno potenza dal singolo motore, e via dicendo. Praticamente impossibile con l’abituale timone, facilissimo invece potendo contare su un joystick, e soprattutto con un sottostante sistema pronto a tradurre ogni minimo movimento in azioni autonome ma perfettamente coordinate dei motori.

E quello è stato solo l’inizio. Dai controller dei motori fuoribordo si è passati a quelli delle eliche di prua, per ormeggiare con il joystick con una facilità ancora maggiore, potendo contare sul movimento laterale controllato. Infine si è arrivati anche ai joystick per le barche monomotore, perfino per quelle che a poppa non hanno alcun fuoribordo.

Oggi è infatti possibile montare joystick su quasi qualsiasi configurazione propulsiva. Ma come funziona nel concreto il joystick di una barca?

Come funziona tipicamente il controller della barca

Chi non ha mai provato a ormeggiare con il joystick potrebbe faticare a capire come una semplice levetta possa sostituire il tipico lavoro del timone. Eliminando tutto quello che spesso c’è intorno a questo controller – dalle telecamere fino ai sistemi di ormeggio automatico – potrebbe essere sufficiente dire che ogni movimento del joystick si riflette in un movimento coerente della barca. Nessuna interpretazione necessaria, nessuna mossa contrintuitiva: spingo in avanti, la barca avanza; spingo indietro, la barca indietreggia; ruoto la leva, la barca ruota sul proprio asse; sposto di lato la leva, la barca si muove lateralmente, senza avanzare o indietreggiare. Insomma, le brutte figure tra i posti barca del porto turistico sembrano ricordi del passato, anche per chi non ha grande dimestichezza, e pure per chi ha a che fare con equipaggio ridotto, e persino con una visibilità non proprio ottimale.

Ormeggiare con il joystick: i vantaggi

Vediamo ora quali sono i principali vantaggi di ormeggiare con il joystick: non è certo un caso se questa levetta sta facendo la comparsa – di serie o come optional – sulle plance di tantissime imbarcazioni d’ogni dimensione:

  • Manovre più precise in porto, anche in spazi ristretti;
  • Se accoppiato a motorizzazioni multiple o a eliche di prua, il joystick permette manovre altrimenti impossibili;
  • Ormeggiare con il joystick permette di semplificare grandemente le operazioni di ormeggio, per ridurre al minimo lo stress e i rischi per la barca;
  • La curva di apprendimento per un principiante è molto più breve potendo contare su un controller di questo tipo;
  • Il joystick rappresenta l’interfaccia fondamentale per sfruttare una lunga serie di funzioni interessanti per il diportista, grazie a sistemi che integrano GPS e sensori.

Non solo nel posto barca: altre funzioni interessanti

Non ci sono dubbi: la navigazione lenta e precisa non è mai stata così facile e a portata di mano. Ormeggiare con il joystick diventa semplice e sicuro, soprattutto nel momento in cui questo controller è accompagnato da altre interessanti tecnologie. Pensiamo alle manovre in porto dai cabinati a motore, con la visibilità dalla plancia che non è delle migliori: associare l’utilizzo del controller alle immagini di un sistema di telecamere a 360 gradi permette di eliminare qualsiasi punto cieco. Sulle barche più grandi è peraltro possibile implementare dei sistemi che automatizzano in buona parte l’ormeggio, grazie al gioco di squadra tra telecamere, sensori e algoritmi IA.

Vale peraltro la pena ricordare che la navigazione lenta, facile e precisa dei controller digitali non serve solo per ormeggiare nei porti turistici: il joystick diventa utile anche per impostare ancoraggi virtuali in rada, o per impostare andamenti lenti per la pesca, e via dicendo.

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