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La risacca: cos’è questa fastidiosa onda

Quando si deve scegliere un nuovo porto turistico come home port per la propria barca è bene valutare una lunga lista di aspetti: la posizione lungo la costa, il tipo di struttura, la disponibilità di parcheggi, i servizi garantiti al diportista, la vicinanza con professionisti per eventuali riparazioni e manutenzioni, le tariffe e tanto altro. E ovviamente si deve valutare anche la protezione dei posti barca, sapendo che degli eventi meteorologici estremi possono fare tantissimi danni, oltre che rovinare le notti di tanti armatori. Ma attenzione: non solo le più grandi mareggiate possono danneggiare le barche. Ci sono infatti anche fenomeni meno visibili, spesso trascurati, i quali però possono rovinare l’esperienza in porto e compromettere la sicurezza dell’imbarcazione. Pensiamo per esempio alla risacca: elemento effettivamente molto fastidioso, e persino potenzialmente dannoso. Ci sono porti particolarmente esposti alla risacca, e porti più protetti; all’interno delle medesime strutture, inoltre, ci possono essere posti barca che risentono poco o nulla del fenomeno, e altri in cui la risacca si fa più evidente. Di seguito vedremo di cosa si tratta nel concreto e come difendersi in modo efficace.

Cos’è la risacca e quali sono le conseguenze negative in un porto turistico?

Cerchiamo prima di tutto di definire in modo pratico questo fenomeno ondoso: la risacca è il movimento di ritorno dell’acqua provocato da un’onda dopo che questa ha raggiunto la costa o ha urtato un ostacolo, come un molo, una scogliera o un frangiflutti. È un fenomeno da non sottovalutare soprattutto quando si naviga o si sosta in prossimità di coste esposte e strutture portuali: l’onda riflessa può infatti sommarsi a quelle in arrivo e rendere lo specchio acqueo molto più mosso di quanto ci si potrebbe aspettare.

Va da sé che, soprattutto in posti barca molto esposti, la risacca può compromettere la tranquillità di un ormeggio, provocando continui movimenti dello scafo, tensioni sulle cime e sollecitazioni sull’ancora. In linea di massima, questo fenomeno tende a essere particolarmente evidente lungo le coste alte e in prossimità di pareti e opere portuali, mentre è generalmente meno marcato sulle spiagge con fondali che degradano dolcemente.

Ormeggiare con l’onda di ritorno: qualche consiglio

Potendo scegliere, non ci sono dubbi, sarebbe sempre meglio optare per posti barca con risacca minima. Ma non è sempre possibile. In questi casi è bene aumentare il numero di parabordi, assicurarsi di usare delle cime d’ormeggio con delle molle o con degli ammortizzatori in gomma, e mettere in campo un buon sistema di ormeggio, sapendo che le cime verranno sollecitate quasi senza sosta. Così facendo si riuscirà a mettere al riparo, per quanto possibile, la barca da danni (piccoli e grandi) della risacca, e a rendere un po’ più confortevole l’eventuale permanenza a bordo.

Marina Porto Antico: risacca azzerata

Abbiamo ottime notizie per chi desidera ormeggiare nel centro di Genova: il nostro porto turistico offre acque tranquille e risacca prossima allo zero. La protezione del nostro marina è garantita infatti sia dalla grande diga foranea di Genova, sia dai pontili in cemento costruiti su palafitte, così da assicurare dei posti barca particolarmente calmi.

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