Workation in barca, al marina di Genova centro: una guida al boatworking

Workation in barca, al marina di Genova centro

C’è stato un tempo in cui persino parlare di smart working, o di lavoro agile, sembrava un po’ strano: un po’ futuristico, un po’ esotico. Poi il mondo è cambiato: a tracciare una linea netta tra il prima e il dopo è stata l’emergenza sanitaria del 2020, che tra le altre cose ha introdotto il lavoro da remoto (non proprio smart working, ma quasi) per migliaia e migliaia di lavoratori italiani. Da quel momento qualcosa è iniziato a cambiare, e per questo oggigiorno non sorprendono più nessuno – o quasi – anche concetti più specifici e fascinosi, come il workation, ovvero quei periodi in cui si combinano vacanza e lavoro, così da sfruttare al meglio ogni giornata, senza lasciare che la professione freni la voglia di viaggiare. E no, in questo “nuovo” non sorprende più nemmeno il concetto di workation in barca – che taluni indicano direttamente come boatworking – e quindi con la scelta di lavorare direttamente in mare, a bordo del proprio scafo.

Per i tanti lavoratori che non possono permettersi ferie troppo lunghe, o per chi semplicemente vuole aumentare al massimo il tempo passato in barca, la possibilità del workation in barca rappresenta una soluzione decisamente interessante: non esistono infatti reali ostacoli, né tecnologici né tantomeno normativi. Tutto sta ovviamente nell’organizzarsi nel modo giusto! In questa guida forniamo alcuni spunti per gestire un periodo di smart working in barca, spiegando infine come il boatworking diventi particolarmente facile nel momento in cui si può fare base in un porto turistico moderno come il nostro marina di Genova centro.

Workation in barca, boatworking, smart working tra le onde: come organizzarsi

In linea di massima, organizzare un periodo di workation in barca non è poi così differente dal prepararsi per alcuni giorni di smart working da casa, o perché no, da una casa-vacanza. A livello tecnologico, quello che fino a qualche anno fa costituiva un ostacolo difficile da superare oggi non presenta più nessun disturbo: avere una connessione a bordo è assolutamente semplice e fattibile (sapendo peraltro che chi vuole lavorare dal proprio posto barca, a patto di essere in un buon porto turistico, potrà usufruire direttamente della rete Wi-Fi del porto).

Avendo una connessione, lo smart working dalla barca è di fatto abilitato: basterà a questo punto avere a disposizione uno smartphone e un computer portatile, a cui sommare eventualmente altri dispositivi in base alle proprie esigenze (hard disk esterno, powerbank, USB e via dicendo). Chi ha in mente di fare un lungo periodo di workation in barca farebbe peraltro bene a portare con sé anche un pc o uno smartphone di riserva (i modelli vecchi ma ancora funzionanti vanno benissimo) sapendo che in caso di guasto o avaria momentanea degli “originali” potrebbero diventare preziosi. Completeranno poi la dotazione per il boatworking tutto quello che di solito si utilizza in una normale giornata lavorativa in ufficio o in casa: un’agenda, un calendario da scrivania, delle penne, delle cuffie auricolari, e via dicendo.

Ottimizzata la gestione a livello di strumenti e accessori, ci si potrà dedicare a quella “astratta”: come e ancor più che nella sede abituale, la programmazione è fondamentale per lavorare da remoto in barca. È bene infatti stabilire a priori quando si lavorerà, quando si riposerà e ovviamente quando si navigherà, lasciando però sempre un po’ di margine (per emergenze lavorative o per esigenze nautiche, legate magari al meteo).

Workation in barca: a cosa stare attenti

A cosa stare attenti nel mettere in pratica il workation in barca? Ovviamente non si può far finta di essere in ufficio. La tentazione potrebbe essere quella di posizionarsi a lavorare in costume direttamente sul prendisole; questa soluzione può però andare bene per fare delle telefonate informali, magari per leggere qualche e-mail, ma nulla di più: pensiamo al riverbero del sole, alle distrazioni, al calore eccessivo, al rischio che uno schizzo d’acqua bagni e ‘bruci” il computer, e via dicendo.

Per lavorare in modo performante, così da avere poi tempo a sufficienza per vivere la vacanza, la maggior parte delle persone avrà bisogno di maggiore comfort e protezione: un pozzetto ombreggiato con un buon tavolino può certamente rappresentare un buon compromesso, ma per trovare la concentrazione necessaria potrebbe essere il caso di scendere in dinette.

In generale, è bene accertarsi di proteggere il computer e gli altri eventuali dispositivi elettronici dalle minacce di bordo: schizzi d’acqua, ma anche raggi del sole, temperature pericolosamente alte, umidità imperante. In base al tipo di barca, alla postazione adottata e al periodo potrebbe quindi essere utile dotarsi di un sistema di raffreddamento aggiuntivo per il portatile, di un panno in microfibra in cui avvolgere il portatile da spento per tenerlo all’asciutto, e via dicendo.

I vantaggi del boatworking nel porto turistico di Genova

Non ci sono dubbi: il workation in barca diventa più semplice nel momento in cui si sceglie di fare del boatworking in un porto turistico d’eccellenza come il nostro marina di Genova. Sono infatti tanti i dettagli che rendono il nostro porticciolo una location ideale per fare dello smart working in vacanza. Ovviamente in prima fila c’è la posizione strategica, ottima per visitare il centro storico della città, trovandosi ormeggiati nel cuore di Porto Antico, e quindi a pochi passi da palazzi storici, piazze e carruggi; ma ottima anche per scoprire le bellezze della Liguria, verso la riviera di Levante come verso quella di Ponente.

A fare la differenza per un boatworking di qualità ci sono però altre caratteristiche dei nostri posti barca a Genova. Pensiamo per esempio alla rete Wi-Fi estesa in tutto il marina, ma anche alla tranquillità delle acque del nostro porticciolo: la protezione dalle intemperie è assicurata dalla grande diga foranea del Porto di Genova, mentre l’eliminazione della risacca – per avere delle barche su cui sarà un piacere lavorare e riposare – è invece garantita dalle nostre banchine in cemento a palafitta. L’energia elettrica è garantita dalle colonnine a consumo, mentre la direzione del marina può diventare una grande alleata dei “lavoratori in vacanza” grazie per esempio al servizio di ricezione e stoccaggio dei pacchi.

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