e perché dovrebbe sempre essere a bordo della tua barca

Cos’è un Portolano e perché dovrebbe sempre essere a bordo della tua barca

Ci sono porti turistici che sorgono in mezzo al nulla, lungo coste quasi disabitate, lontani da tutto. E ci sono al contrario gli approdi urbani, posizionati nel mezzo di coste ricche di attività, o perfino al centro di una città: è questo il caso del nostro marina di Genova, con i posti barca che prendono luogo a pochi passi dai palazzi storici della Superba. Che si tratti di marina abbracciati dalla natura o da storici porti cittadini, in tutti i casi l’atterraggio verso l’ormeggio deve essere attento e informato, poiché i rischi aumentano con l’avvicinarsi alla terraferma: cresce il traffico, si moltiplicano i possibili ostacoli, compaiono i divieti, e via dicendo. Non stupisce quindi affatto che ci siano delle carte nautiche pensate appositamente per fornire informazioni precise e aggiornate sulla navigazione lungo la costa, con particolare attenzione a livello di porti turistici, di rade e di altri ancoraggi. In questo articolo spiegheremo quindi cos’è un portolano e perché è così importante per i naviganti, anche in presenza di dispositivi elettronici come i GPS nautici.

Prima delle carte nautiche moderne: i peripli

Da sempre i naviganti necessitano di informazioni per navigare in modo sicuro, soprattutto nei pressi della costa. Non sorprende quindi che, cercando nella storia della cartografia nautica, i più antichi esempi mostrino delle somiglianze proprio con i portolani. I primi strumenti di questo tipo venivano chiamati “peripli” dai romani e dai greci, a indicare dei testi che riportavano le descrizioni di interi viaggi per mare; i quali, viste le caratteristiche delle imbarcazioni dell’epoca, erano quasi esclusivamente rappresentati da navigazioni lungo la costa.

Con il tempo tali testi andarono via via arricchendosi, fornendo ai lettori un sistema di informazioni sempre più ricco e organizzato. Durante il medioevo troviamo così degli esempi ormai vicini al portolano moderno. Tra questi è giunto fino a noi il “Compasso da navegare”, una guida testuale accompagnata da una carta nautica per navigare nel Mediterraneo, di origine duecentesca.

Ma cos’è nel concreto il portolano oggi, e perché è così importante per chi si avvicina a un porto turistico per la prima volta?

Cos’è un portolano oggi

Che l’oggetto principale di un portolano siano i porti turistici è esplicito fin dall’etimologia del nome di questa pubblicazione. Chi non ha alcuna dimestichezza con la cartografia nautica deve sapere che il portolano è una pubblicazione cartacea, un vero e proprio libro, il quale raccoglie al proprio interno tutte le informazioni necessarie per navigare in sicurezza lungo il tratto di costa trattato.

Peculiarità del portolano è infatti quella di concentrarsi su dei tratti di costa relativamente brevi, così da poter dare informazioni abbondanti e precise.

Come è fatto un portolano

Raccogliendo almeno in parte la tradizione dei peripli, il portolano contemporaneo non si limita a riportare delle carte nautiche. Leggendo l’indice di una qualsiasi pubblicazione di questo tipo si potrebbe infatti osservare che sono diverse le sezioni presenti: prima ancora di riportare le varie tavole cartografiche si trovano infatti tipicamente capitoli dedicati alle distanze tra i fondamentali punti di interesse nonché alle rotte principali, per poi accompagnare il tutto con delle sezioni dedicate alla sicurezza in mare e alla meteorologia.

Ecco che allora chi acquista un portolano per navigare nel Mar Ligure può scoprire tra le altre cose che, nel Golfo di Genova, quando in inverno si forma un’area di bassa pressione, è tipica la presenza di Tramontana accompagnata da precipitazioni. O ancora, allargando lo sguardo alla Riviera di Ponente – e quindi al tratto di mare dal porto di Genova fino al confine francese – si scopre che in estate è tipica la presenza di una brezza di mare da Sud Est, che viene sostituita al calar del sole da una leggera brezza da terra. Ecco, queste sono alcune delle informazioni contenute normalmente in un portolano, unitamente alle tavole cartografiche del luogo, ai principali contatti per la sicurezza in mare e alle guide rapide di consultazione.

Le differenze tra i portolani e le carte nautiche

Per secoli non ci fu alcuna distinzione tra portolani e carte nautiche: solo in epoca moderna si è sentita l’esigenza di avere due strumenti differenti, uno per la navigazione in generale, e uno più specifico per i movimenti negli immediati pressi della costa, in direzione di un porto turistico o di un altro approdo. Vale la pena sottolineare che in nessun caso il portolano sostituisce la carta nautica – o viceversa: si tratta di strumenti complementari e paralleli, che devono essere utilizzati unitamente per una navigazione sicura e pienamente informata. Idealmente, infatti, il navigante deve trarre le informazioni necessarie per navigare in modo sicuro dalla carta nautica (cartacea o digitale), dal portolano di riferimento nonché ovviamente dall’osservazione diretta della costa, del traffico e dei fenomeni meteorologici.

FAQ sui portolani

Quali portolani comprare?

Il diportista dovrebbe sempre avere a bordo il portolano dell’area di riferimento: va quindi da sé che, per esempio, chi programma una crociera nel Mediterraneo dovrà dotarsi in anticipo del portolano o dei portolani delle coste che si desidereranno esplorare, in base alle tappe che si vorranno fare tra porti turistici e rade.

Quale scegliere tra le diverse edizioni?

In commercio esistono diverse edizioni di portolani: le librerie specializzate in viaggi e nella cultura marittima presentano normalmente un ventaglio piuttosto ampio di portolani, di diversi editori. Si spazia dai portolani ufficiali dell’istituto Idrografico della Marina, gli unici in Italia ad avere valore legale, ai celebri portolani di Rod Heikell, pubblicati da Imray (in lingua inglese) e da Il Frangente (in Italiano); e ancora, ci sono i portolani sui generis di Mauro Mancini, le descrizioni sintetiche delle Edizioni Magnamare, e via dicendo.

È obbligatorio avere a bordo della barca un portolano?

La risposta a questa domanda non è semplicissima. Partiamo dal presupposto che nella normativa non esiste un riferimento diretto ed esplicito all’obbligo di avere a bordo un portolano; sappiamo infatti che l’obbligo di avere a bordo delle carte nautiche (anche elettroniche) subentra oltre le 12 miglia; ma sappiamo anche che nei testi ministeriali si indica il portolano come “il necessario complemento delle carte nautiche in quanto contiene quelle notizie utili al navigante che non è possibile riportare su di esse”. Si potrebbe quindi guardare al portolano come a un’integrazione obbligatoria delle carte nautiche per la navigazione oltre le 12 miglia.

CERCA NEL SITO
CATEGORIE
Categorie